ASSISTENZA SANITARIA EUROPEA SENZA FRONTIERE

Il 9 marzo 2011 il Parlamento Europeo ed il Consiglio d’Europa hanno approvato la Direttiva 2011/24/Ue riguardante l’applicazione dei diritti all’assistenza sanitaria transfrontaliera, nell’ambito dei paesi dell’Unione. La norma avvia una maggiore integrazione tra i sistemi sanitari dei vari paesi dell’Unione europea ed è indispensabile per garantire la copertura sanitaria ai cittadini europei che viaggiano per diletto, lavoro o studio all’interno dell’Unione.

La Direttiva dovrà essere recepita dai paesi membri dell’Unione Europea entro il 25 ottobre 2013.

Al di là delle informazioni apparse a riguardo sui maggiori quotidiani italiani ed europei (in effetti non molte), segnaliamo qui tre articoli comparsi su periodici on line.

Nel notiziario di UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare) si sostiene che questa Direttiva è una nuova opportunità per la cura delle malattie rare.

Anche il noto periodico economico on line La Voce.info dedica alla nuova norma un breve ma esaustivo articolo.

Nella sua pagina italiani nel mondo, anche l’AISE (Agenzia internazionale stampa estera) parla dell’argomento. L’AISE, nel suo scritto, ricorda anche il precedente sistema di gestione tranfrontaliera della sanità (disciplinato a grandi linee dal regolarmento 883/2004: “Regimi di sicurezza sociale e libera circolazione delle persone: regolamento di base”). La nuova direttiva, una volta approvata dai parlamenti nazionali, andrà a meglio definire l’assistenza sanitaria dei cittadini europei.

Note sulla sanità per gli italiani all’estero.

I cittadini italiani per disporre della copertura sanitaria durante la loro permanenza nei paesi europei devono seguire percorsi non complessi ma obbligatori ed il loro riferimento a riguardo è l’ASL (Azienda Sanitaria di Base) di loro appartenenza, ossia l’ufficio sanitario territoriale più prossimo al luogo della loro residenza.

Presso questo ufficio il cittadino italiano che deve recarsi temporaneamente per diletto, lavoro o studio all’estero potrà avere tutte le indicazioni. Generalmente durante i viaggi nei paesi UE è sufficiente la tessera sanitaria europea (che in Italia serve anche come codice fiscale), anche nota come “Tessera europea di assicurazione malattia” o TEAM (vedasi anche le note sul sito del Ministero della Salute o su Wikipedia). Questo “tesserino” solitamente consente senza problemi l’accesso alle cure presso le strutture ospedaliere e quelle ambulatoriali.

Per lunghe permanenze all’estero per lavoro e studio è sempre bene informarsi con cura presso l’ASL di competenza, in quanto talvolta l’interpretazione delle norme può dare adito ad equivoci.

Per quanto riguarda i cittadini italiani che hanno o intendono trasferire la loro residenza in un paese UE, per disporre dell’assistenza sanitaria totale disponibile nel paese di destinazione è necessario che si iscrivano all’ufficio AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) del comune di origine; quindi, ottenuta l’iscrizione, contattino l’ufficio estero della direzione della ASL di origine ove verrà fatto loro compilare un modulo adeguato (E121, E110, o altri). Questi moduli sono documenti europei unificati, cioè standardizzati e leggibili in tutta la comunità europea perchè redatti nelle varie lingue della UE.

Questo modulo, vidimato ufficialmente dalla ASL dovrà essere consegnato all’ufficio sanitario di competenza della località straniera di destinazione (generalmente la ASL di partenza può rintracciarne e fornirne il recapito).

Per meglio comprendere quanto detto ripercorriamo quanto fatto da chi scrive questa nota. Chi scrive ha svolto la sua pratica AIRE presso il proprio comune di residenza originale (Torino) ed ha compilato il suo modulo E 121 presso l’ufficio estero della direzione ASL Torino 1. Essendo diretto a La Rochelle, chi scrive ha portato l’E121 alla Caisse Primaire d’Assurance Maladie di La Rochelle.

La CPAM di La Rochelle in pochi giorni ha inviato per posta un documento provvisorio che ha dato diritto all’assistenza sanitaria francese. Dopo qualche tempo (sei mesi, un anno) è arrivata la Carte Vitale.

Viaggi in Europa o rientri in Italia degli italiani residenti all’Estero.

Lo spirito del legislatore che ha regolato la materia della sanità in Europa per i cittadini comunitari prevede che la salute del cittadino di ogni singolo paese sia sempre a carico della nazione di origine, ovvero si garantisce la libertà di movimento ma il costo è sempre a carico della nazione di partenza ove si prevede che quel cittadino paghi la gran parte delle sue imposte.

Da questo presupposto, nello specifico, discende che i costi della Carte Vitale di chi scrive queste note siano anticipati dalla Francia e poi rimborsati dall’Italia.

Quando chi scrive torna in Italia o va, per qualche tempo, per diletto, studio o lavoro in un altro paese UE, oggi le cose si complicano un poco.

Anzitutto quando si risiede all’estero il tesserino TEAM (codice fiscale) non è più valido per la sanità. Perciò, per ogni viaggio in Europa occorre contattare telefonicamente l’ufficio estero della ASL di partenza. Questo ufficio invierà (talvolta anche via mail) un documento che estenderà la sanità nei paesi europei che saranno visitati dal residente all’estero e che riporterà un numero identificativo, una data di inizio validità e una data di scadenza.

Sul numero indicato verranno eventualmente caricati i “costi” sanitari eventuali.

Un riassuntivo di quanto qui scritto e delle relative procedure è riportato sul sito del Ministero della Salute.

Note di chiusura

E’ bene ricordare che i cittadini italiani residenti all’estero, se vogliono mantenere intatti i loro diritti, quindi anche il loro diritto al servizio sanitario dovranno segnalare tempestivamente le loro variazioni di indirizzo di residenza a: Ufficio AIRE di partenza, Consolato e Ufficio estero dell’ASL presso il quale hanno svolto la pratica di trasferimento.

Giovanni LUDI

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